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Quinto Ghermandi scultore
Digital Archive
Innumerevoli sono i musei d’arte moderna in Italia e nel mondo che conservano opere di Quinto Ghermandi, ma i luoghi d’elezione dei suoi lavori – specie quelli più grandi – coerentemente con l’idea che lui aveva della scultura, sono gli spazi aperti: le piazze, i giardini, gli specchi d’acqua, le fontane, dove i suoi alati ed enigmatici “organismi” trovano piena compiutezza formale e concettuale. Per individuare i siti in cui essi sono collocati, si veda la mappa interattiva
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Si ringraziano per il contributo apportato alla conoscenza storico-critica della vita e dell’opera di Quinto Ghermandi dopo la sua scomparsa la dottoressa Beatrice Buscaroli, il dottor Eddy Tovazzi, la galleria Open Art di Prato, la Fondazione Lercaro di Bologna e l’Accademia degli Indifferenti e Risoluti di Crevalcore (Bo).
S’intitola “L’Ala della Libertà” questa copia del celebre “Momento del Volo” del 1960, realizzata nel 1969 da Ghermandi per essere collocata dal Comune di Brescia nel giardino pubblico oggi intitolato a Oriana Fallaci.
In queste due foto, scattate all’interno del Museo Revoltella di Trieste, osserviamo una classica “Ala” in bronzo di Ghermandi realizzata nel 1959, che l’istituzione acquistò dalla XXX Biennale di Venezia del 1960.
Posizionato sopra l’ingresso della Galleria del Toro a Bologna, questo torello in bronzo fu commissionato nel 1960 a Ghermandi dalla Toro Assicurazioni, la cui filiale felsinea aveva allora sede nello stesso palazzo.




L’ex Tecnocentro CaRisBo di Casalecchio di Reno (Bo), oggi polo direzionale del Gruppo Intesa Sanpaolo, fu progettato tra il 1984 e il 1986 dall’architetto milanese Vico Magistretti, che integrò nel complesso questa fontana a cascata realizzata da Quinto Ghermandi in marmo con elementi in bronzo.
Non poteva certo mancare a Crevalcore (Bo), città natale di Quinto Ghermandi e da lui molto amata, un’opera importante dell’artista. Si tratta di una classica “foglia” in bronzo, di quelle realizzate dall’artista negli anni ’60, collocata a ridosso del campanile di San Silvestro in piazza Marcello Malpighi.
Non c’è studente universitario a Bologna che non conosca questo bassorilievo in cemento, intitolato “La città di pietra”, che adorna una parete esterna della Facoltà di Economia, proprio nel cuore del campus felsineo. Pochi, però, sanno che fu realizzato nei primi anni ’50 da Quinto Ghermandi.



La fontana in bronzo che adorna lo spazio antistante il Blocco 5 delle Nuove Patologie del Policlinico Sant'Orsola di Bologna è una delle opere più imponenti di Quinto Ghermandi. Fu realizzata nel 1971 e la sua vasca è oggi abitata da pesci e tartarughe acquatiche.
Foto a sinistra, questa grande scultura di Ghermandi, intitolata “L’Eclisse”, si trova oggi davanti al municipio di Pianoro (Bo), al quale è stata donata dagli eredi dell’imprenditore edile e mecenate Cesare Giona Baldisserra, costruttore dell’omonimo villaggio residenziale. La foto a destra, scattata nei primi anni ’60, la mostra invece nella sua originaria collocazione, il parco privato della famiglia. In primo piano, i nipotini di Cesare Giona – Ombretta e Paolo Musiani Baldisserra – e, al centro del gruppo, la figlia maggiore di Ghermandi, l’amatissima Cristina.



La bellissima fontana intitolata “Le Foglie” che adornava il centro sportivo Cierrebi di Bologna – una delle opere più raffinate di Ghermandi – è stata rubata dopo l’abbandono dell’impianto da parte della nuova proprietà: il Bologna FC 1909. Occorreva un’interrogazione in consiglio comunale per scoprirlo. Un altro sfregio all’artista da parte della sua città.
Svettante a lato di piazza VIII Agosto a Bologna, non è semplicemente una scultura, ma una sorta di totem della bolognesità. I petroniani la soprannominarono “Rusgòn” – che significa “torsolo di mela” – fin dalla sua collocazione, avvenuta alla metà degli anni ’50. Fu realizzata da Ghermandi in travertino ed è un monumento alla famiglia.
La scultura “Largo Gesto per un Massimo Spazio”, opera iconica di Quinto Ghermandi, fu realizzata dall’artista in molteplici versioni e dimensioni. Quella antistante Porta Vittoria a San Giovanni in Persiceto (Bo), ivi collocata nel 1972, è senz’altro la più imponente. Ghermandi aveva un legame speciale con Persiceto e il suo famoso carnevale.


Intitolata “Todoro Jonico” e detta popolarmente “Il grillo parlante”, questa monumentale scultura in bronzo di Ghermandi si trova, dal 1965, davanti alle scuole elementari “Masi Guidi” a Bologna.
Il parco privato di villa Baldisserra a Pianoro (Bo), in cui abitava il costruttore Cesare Giona, è costellato d’innumerevoli animali fantastici realizzati in bronzo da Ghermandi.
La fontana del Palazzo di Giustizia di Forlì, realizzata in bronzo da Ghermandi nel 1969, richiama nelle sue forme una bilancia, ed è così che ad essa si riferiscono i forlivesi.



Tra le opere conservate nella collezione del Palazzo di Varignana a Castel San Pietro Terme (Bo), spicca questo esemplare del Largo Gesto per un Massimo Spazio, collocato davanti alla reception della struttura (foto a sinistra). Stesso soggetto per la scultura che troneggia nell’atrio della filiale bolognese del Monte dei Paschi di Siena (foto a destra), nella centralissima via Rizzoli. Per quanto identiche, queste due sculture sono legalmente degli originali.
Nel 1989, Quinto Ghermandi vinse il concorso indetto dal Consorzio Acque per la realizzazione di sei fontane celebrative dell’Acquedotto della Romagna a Cesena, Faenza, Lugo, Forlì, Ravenna e Rimini.




La Fondazione Brescia Musei custodisce e periodicamente espone il bozzetto del monumento “L’Ala della Libertà”, situato nel giardino Oriana Fallaci della città lombarda.
Bassorilievo ornamentale in bronzo della tomba Papini al cimitero monumentale della Certosa di Bologna, 1952.
Presso la Biblioteca Pinacoteca Le Scuole di Pieve di Cento (Bo) è conservata questa “Foglia Notturna” del 1959.







“Largo Gesto per un Massimo Spazio”, “Pepete a Piombo” e “Il Miro e la Goccia” facevano parte, insieme ad altre sculture di Quinto Ghermandi, della grande collezione dell’imprenditore modenese Umberto Severi. Ciò che ne rimane è oggi visibile nel parco di Villa Bice a Pozza di Maranello (Mo).
Il gruppo scultoreo “Giselda e Timoteo” fa parte, insieme ad altre opere di Ghermandi, della magnifica collezione della Fondazione Ragghianti di Lucca.
La storica scultura in ferro saldato intitolata “Cattedrale”, realizzata da Ghermandi nel 1950, è oggi conservata alle Scuole Elementari Gaetano Lodi di Crevalcore (Bo).



Caricatura in terracotta ritraente lo scultore Carlo Leoni conservata al MAMbo di Bologna insieme ai bronzi “Studio Come Sequenza” (1966) e “Uccello di Bronzo” (1958).
“Largo Gesto per un Massimo Spazio”, Middelheim Museum, Anversa.
“Tensione Orizzontale N. 1” (1962), Kunsten Museum of Modem Art, Aalborg.



“Giselda e Timoteo”, opera esposta all’Herning Museum of Contemporary Art insieme al “Largo Gesto per un Massimo Spazio” e ad altre grandi sculture di Ghermandi degli anni ’50 e ’60.
Bozzetto della scultura “Pepete a Piombo” (1967), Galleria d’Arte Moderna di Palazzo Pitti, Firenze.
“Studio per Grandi Foglie Notturne” (1974), bozzetto, Museo MAGA, Gallarate (Va).



“Le Grandi Foglie della Speranza” (1974), Palazzo Ricci, Macerata.
“Delta Phoenix” (1964), ARoS Aarhus Kunstmuseum.
“Trottola di Rifredi” (primi anni ’60), Galleria Nazionale, Parma.



“Foglia Notturna” (1959), Fondazione Cassa di Risparmio di Cento.
“Grandi Foglie” (1972) e altre sculture di Ghermandi, Museo d’Arte Lercaro, Bologna.
Caricature satiriche in terracotta (anni ’80 e ’90), Il Cassero per la Scultura, Montevarchi.



Sculture e opere grafiche di Ghermandi appartenenti alla Raccolta d’Arte Moderna della Regione Emilia-Romagna.
Foto a sinistra, “Momento del Volo” (1958); foto a destra, “Metamorfosi” (1961). Queste due opere, appartenenti alla “fase eroica” della storia artistica di Ghermandi, sono esposte al MART Rovereto e fanno parte della collezione Volker Walter Feierabend Stiftung.



Il Museo Pagani di Castellanza (Va) occupa una grande area boschiva in cui sono collocate centinaia di opere di artisti di tutto il mondo – tra cui Ghermandi – comprendenti sculture e mosaici in marmo, pietra, bronzo, ferro, acciaio, legno, vetro eccetera.
“Largo Gesto per un Massimo Spazio”, Ca’ la Ghironda Area Museale, Ponte Ronca di Zola Predosa (Bo).
“Foglia Notturna” (1959) al Musma di Matera, unico museo del mondo in grotta e il più importante in Italia per la scultura.



La Pinacoteca Sciavarello di Bronte (Ct) raccoglie opere grafiche, pittoriche e scultoree di artisti di tutto il mondo, tra le quali, ispirata ai tragici fatti del 1860, questa litografia di Quinto Ghermandi raffigurante l’Etna sovrastato da un macchia di sangue.
Della celebre scultura in bronzo “Personaggio X”, una copia si trova in Danimarca, presso una collezione privata, un’altra è invece in piazza Gustavo Bianchi a Ospital Monacale, frazione di Argenta (Fe). Precedentemente, l’esemplare apparteneva agli eredi del mecenate argentano Cesare Giona Baldisserra, che poi ne hanno fatto dono al Comune della cittadina emiliana.
Questa “Foglia in bronzo di Ghermandi è conservata al Museo di Arte Moderna e Contemporanea della Fondazione Museion di Bolzano.






Bassorilievo in terracotta raffigurante l’arte della lana realizzato alla fine degli anni ’40 per il negozio di tessuti e confezioni Nicoletti, oggi conservato presso la sede storica della Cassa di Risparmio in Bologna.