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Quinto Ghermandi scultore
Digital Archive
Nel 1989, Quinto Ghermandi vinse il concorso indetto dal Consorzio Acque – oggi Romagna Acque – per la realizzazione di sei fontane celebrative dell’Acquedotto della Romagna da erigere a Cesena, Faenza, Lugo, Forlì, Ravenna e Rimini. Di esse, a causa della malattia, l’artista fece in tempo a completarne quattro, affidando sul letto di morte al figlio l’esecuzione delle restati due: quella di Forlì e quella di Rimini. Quest’ultima, nel 2011, fu costruita in autonomia dalla committenza, senza l’autorizzazione dell’erede, che dunque ne disconobbe l’autorialità citando in giudizio l’azienda romagnola
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Si ringraziano per il contributo apportato alla conoscenza storico-critica della vita e dell’opera di Quinto Ghermandi dopo la sua scomparsa la dottoressa Beatrice Buscaroli, il dottor Eddy Tovazzi, la galleria Open Art di Prato, la Fondazione Lercaro di Bologna e l’Accademia degli Indifferenti e Risoluti di Crevalcore (Bo).
Il bozzetto presentato al concorso raffigurante il progetto di base delle fontane.
Denominata "Fontana di Ghermandi” sulle mappe, si trova a Faenza in via Calamelli.
La fontana di Cesena, situata in piazzale Paolo Tordi, davanti all’ippodromo.



A Miramare di Rimini, sulla rotonda Augusto ed Ernesta Tonini, sorge la fontana “disconosciuta”, caratterizzata da una vasca dal discutibile disegno semicircolare.
La fontana di piazza Bernini a Ravenna, con davanti la meridiana il cui gnomone è una scultura triangolare dello stesso Ghermandi.
La fontana di Lugo (Ra), collocata nel Giardino Ricreativo di via Arcangelo Corelli.



Tre immagini di repertorio della fontana di Forlì, situata all’interno del Parco Urbano e oggi non più funzionante. Realizzata dal figlio di Ghermandi dopo la morte – e per incarico – di quest’ultimo, si diversifica dalle altre cinque opere per l’angolazione non ortogonale della “vela” triangolare, una variazione al progetto originale scaturita da un compromesso con l’ufficio tecnico del Comune forlivese.