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Quinto Ghermandi scultore
Digital Archive
Le tappe di una vita d’artista
Settantasette anni che hanno inciso profondamente nella cultura artistica e visiva del Novecento

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Si ringraziano per il contributo apportato alla conoscenza storico-critica della vita e dell’opera di Quinto Ghermandi dopo la sua scomparsa la dottoressa Beatrice Buscaroli, il dottor Eddy Tovazzi, la galleria Open Art di Prato, la Fondazione Lercaro di Bologna e l’Accademia degli Indifferenti e Risoluti di Crevalcore (Bo).
Qui sopra, Quinto Ghermandi insieme alla moglie Romana Spinelli dietro il gruppo scultoreo Giselda e Timoteo.
1916 - Nasce il 28 settembre a Crevalcore, in provincia di Bologna.
1930-1940 - Frequenta il Liceo Artistico e l’Accademia di Belle Arti di Bologna. Ha come insegnanti Cleto Tomba ed Ercole Drei.
1940-1946 - Partecipa alla seconda guerra mondiale come bersagliere in Grecia e paracadutista in Nord Africa. Catturato a El Alamein dai britannici nel novembre del 1942, trascorre quattro anni di prigionia in un campo di concentramento in Egitto. Essendo un non-collaboratore, viene liberato soltanto nel 1946.
1947-1948 - Si dedica alla caricatura ottenendo diversi riconoscimenti.
1948-1953 - Visita Parigi, Bruxelles, Amsterdam. Periodo della ceramica. Impianta un forno per la terracotta a Bologna insieme all’amico pittore Duilio Barnabé. Ottiene un premio artistico a Faenza.
1953 - Sposa la pittrice bolognese Romana Spinelli, dalla quale avrà tre figli (Cristina, Martino e Francesca).
1954 - Abbandona la ceramica e si dedica alla scultura in ferro saldato. Partecipa a varie mostre collettive.
1955-1956 - Sono di quel periodo i primi esperimenti in bronzo a cera persa. Partecipa alla XXVIII Biennale di Venezia. Realizza in marmo scolpito il monumento alla famiglia di piazza VIII Agosto, a Bologna
1957 - Partecipa alla mostra 14+2 organizzata dal Circolo di Cultura di Bologna, al Premio Spoleto e al Premio Morgan’s Paint. Espone alla Galleria Numero di Fiamma Vigo a Firenze.
1958 - Vince il Premio del Comune di Bologna per la scultura con L’uccello di bronzo.
1958-1959 - Grazie soprattutto all’incontro col mecenate Cesare Giona Baldisserra, scopre il bronzo e la tecnica della fusione a cera persa, che resteranno i suoi mezzi espressivi privilegiati per il resto della vita. Nascono le famose “foglie” e “ali” che connoteranno questo periodo. Partecipa al II Premio Morgan’s Paint e viene premiato al Bronzetto internazionale di Padova e alla Biennale di Scultura a Carrara. Allestisce una mostra personale alla galleria Il Cancello di Bologna.
1960 - Sala personale alla XXX Biennale di Venezia. Espone a Basilea, in Svizzera.
1961 - Partecipa alla VI Biennale di San Paolo del Brasile e alla biennale open air del Middelheim Museum di Anversa, in Belgio. Mostra personale nella galleria L’Obelisco di Roma. Vince la medaglia d’oro al III Premio Morgan’s Paint (Rimini-Lubiana-Belgrado). Espone in Danimarca e in Svezia. Partecipa a tutte le più importanti mostre nazionali. Espone alla rassegna della Rome-New York Art Foundation “The Quest and the Quary”.
1962 - Mostra personale alla galleria Il Canale di Venezia. Espone in Italia e all’estero. Partecipa a Spoleto alla rassegna “Scultura nella Città”.
1963 - Mostre personali in Danimarca, alla Galerie Birch di Copenaghen e all’Aarhus Jydsk Kunst Galerie dell’omonima città dello Jutland; in Slovenia, alla Mala Galerija di Lubiana; in Germania, alla Galerie 61 di Klagenfurt; a Verona, alla galleria Ferrari. Partecipa alla Biennale del Mediterraneo di Alessandria d’Egitto, dove vince il secondo premio di scultura. È presente nelle più importanti mostre antologiche in Italia e all’estero. Vince il premio di scultura “Città di Verona”.
1964 - Mostre personali in Danimarca, al Louisiana Museum of Modern Art di Humlebæk; in Svezia, nella Lunds Konsthall del municipio di Lund; in Germania, alla Documenta III di Kassel. Partecipa alla mostra collettiva “Scultura Italiana,” organizzata dalla Walker Art Gallery di Liverpool; al “Premio Marche” di Ancona; alla Mostra Mercato Nazionale d'Arte Contemporanea e alla XV Mostra Nazionale “Premio del Fiorino”, entrambe allestite nel Palazzo Strozzi di Firenze.
1965 - Espone con altri sei scultori alla mostra “Eidetica” alla Galleria Pagani di Milano. Partecipa alla Biennale di Milano, a quella di Verona e alla IV Biennale Internazionale di Scultura di Carrara, al VI Premio Internazionale del Bronzetto e della Piccola Scultura di Padova, alla rassegna “Kleinplastiek uit Italie” dell’Aja, nei Paesi Bassi, a “Scultura Italiana Contemporanea” di Auckland, Wellington, Christchurch e Dunedin, in Nuova Zelanda, e alla Quadriennale di Roma.
1966 - Sala personale alla XXXIII Biennale di Venezia.
1967 - Espone alla V Biennale Internazionale di Scultura di Carrara. Vince il Premio Accademia per la Scultura alla XVI Mostra Nazionale d’Arte Premio del Fiorino di Firenze. Partecipa alla Biennale di Verona. Realizza la grande scultura intitolata Teodoto Jonico che adorna le scuole “Masi Guidi” a Bologna.
1969 - Partecipa alla XIX Biennale Internazionale d’Arte Premio del Fiorino di Firenze. Realizza la fontana del Palazzo di Giustizia di Forlì.


Nelle due foto qui sopra, Quinto Ghermandi alla XIX Biennale Internazionale d’Arte Premio del Fiorino di Firenze.
1970 - Mostre personali alla Galleria Arti Visive di Roma e alla San Luca di Bologna. Realizza il monumento L’ala della Libertà nel parco attualmente intitolato a Oriana Fallaci a Brescia. Inizia il periodo dei “giardini”: piccole sculture in bronzo argentato caratterizzate da una texture di cerchietti, i “talleri”.
1971 - Vince per la seconda volta il Premio Internazionale del Bronzetto e della Piccola Scultura di Padova. Mostra personale alla Galleria Linea di Verona. Realizza la grande fontana del Policlinico Sant’Orsola di Bologna.
1972 - È nominato titolare della cattedra di Scultura dell’Accademia di Belle Arti di Firenze.
1975 - Mostra personale di grafica alla Galleria d'Arte La Darsena di Modena con la presentazione della cartella Segni in bolina. Personali di scultura alla galleria Montrasio Arte di Monza e Fiasella di Genova.
1976 - Diviene titolare della cattedra di Scultura dell’Accademia di Belle Arti di Bologna. Riprende a lavorare alla terracotta e realizza piccole sculture satiriche policrome.
1980 - Mostra personale di grafica alle Terme di Porretta, in provincia di Bologna.
1982 - È nominato direttore dell’Accademia di Belle Arti di Bologna.
1983 - Grande mostra antologica al Palazzo dei Diamanti di Ferrara. Personale al centro civico di Porta Modena a Crevalcore, in provincia di Bologna. Mostra personale alla Galleria Aretusa di Parma.
1986 - Espone alla Quadriennale di Roma.
1987 - Il 2 giugno, per decreto del presidente Francesco Cossiga, riceve il titolo onorifico di Commendatore dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana.
1989 - Vince il concorso per le fontane celebrative dell’Acquedotto della Romagna, sei opere in marmo e bronzo da realizzare a Cesena, Faenza, Lugo, Forlì, Ravenna e Rimini.
1990 - Visita il Giappone e tiene una mostra personale a Mito, nella prefettura di Ibaraki, dove due delle sculture esposte vengono collocate in spazi pubblici.
1993 - Mostra antologica a Grottammare, in provincia di Ascoli Piceno, dove vince il IV Premio Nazionale Pericle Fazzini.
1994 - Il 4 gennaio, gravemente ammalato, incarica il figlio di terminare la realizzazione delle ultime due fontane celebrative dell’Acquedotto di Romagna: quelle di Forlì e Rimini. Muore il 18 gennaio a San Lazzaro di Savena, in provincia di Bologna, dove risiede.