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Quinto Ghermandi scultore
Digital Archive
Come avviene per la maggior parte degli autori e creativi che perseguono incessantemente, nel corso della vita, una propria ricerca formale ed espressiva, la storia artistica di Quinto Ghermandi ebbe il carattere di un percorso evolutivo, lungo il quale il lavoro dello scultore bolognese conobbe più mutazioni di stile, in certi casi anche radicali, con la scoperta di nuove tecniche e linguaggi, cosicché la sua vicenda professionale può suddividersi in fasi o periodi a seconda delle tematiche e delle soluzioni plastiche predominanti. Alcuni di questi “filoni” non si esaurirono, ma proseguirono il loro sviluppo, contemporaneamente e parallelamente ad altri, per tutta l’esistenza dell’artista. Ciascuno di essi ebbe comunque le sue opere più rappresentative, che Ghermandi riprese e talvolta replicò più volte nell’arco della carriera, e che divennero autentiche icone del suo lavoro, quasi dei “marchi di fabbrica”
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Si ringraziano per il contributo apportato alla conoscenza storico-critica della vita e dell’opera di Quinto Ghermandi dopo la sua scomparsa la dottoressa Beatrice Buscaroli, il dottor Eddy Tovazzi, la galleria Open Art di Prato, la Fondazione Lercaro di Bologna e l’Accademia degli Indifferenti e Risoluti di Crevalcore (Bo).





“Cattedrale” (ferro saldato), 1950.
“Momento del Volo”, 1958.
“Ala”, 1958.
“Foglia Notturna”, 1959.




“Grande Foglia”, 1959.
“Momento del Volo”, 1959.
“Momento del Volo”, 1960.
“L’Eclisse”, 1961.







“L’Ombra”, 1962.
“Delta Phoenix”, 1964.
“Mantide Atea”, 1964.
“Sesto Calende”, 1964.




“Padula Peninsulare”, 1966.
“Pepete a Piombo”, 1966.
“Il Miro e la Goccia”, 1966.
“Giselda e Timoteo”, 1966.




“Nuvole sulla Torre” ovvero “Ettorri”, 1967.
“Trilberi”, 1969.
“Cuccalberi”, 1969.
“Giardino Fiorito Tardi”, 1968.


“Largo Gesto per un Massimo Spazio”, versioni 1969 e 1971. Cliccando sulle due immagini, è possibile accedere a una sottogallery con ulteriori foto e un approfondimento su questo specifico soggetto scultoreo.
“Per Traguardare il Volo degli Uccelli”, 1969.
“Giardino”, 1969.




Qui sopra, bozzetti riferibili ad alcune sculture raffigurate nelle foto in alto. Si chiamano “bozzetti” i modelli preliminari, di piccole dimensioni e per lo più non rifiniti, delle sculture di grandi dimensioni. Talvolta questi piccoli lavori vengono prodotti successivamente come opere a sé stanti per il mercato, nel qual caso si suole definirli “bronzetti”.