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Quinto Ghermandi scultore
Digital Archive
Figlio di un reduce della Marcia su Roma, Quinto Ghermandi partecipò con fervore alla vita delle organizzazioni giovanili fasciste (Opera Nazionale Balilla e Gioventù Italiana del Littorio), scalandone tutti i gradini fino a membro dei Gruppi Universitari Fascisti (GUF). L’artista rimase molto legato al ricordo di tali esperienze, innanzitutto perché fu in quest’ambito che ebbe modo d’iniziare a cimentarsi nell’attività di scultore al di fuori della dimensione strettamente scolastica e accademica, in secondo luogo perché – raccontava lui stesso – dopo il tracollo finanziario del padre, ebbe la possibilità di proseguire gli studi artistici e iscriversi all’Accademia di Belle Arti grazie soltanto a una borsa di studio governativa concessagli su interessamento personale di Mussolini
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Si ringraziano per il contributo apportato alla conoscenza storico-critica della vita e dell’opera di Quinto Ghermandi dopo la sua scomparsa la dottoressa Beatrice Buscaroli, il dottor Eddy Tovazzi, la galleria Open Art di Prato, la Fondazione Lercaro di Bologna e l’Accademia degli Indifferenti e Risoluti di Crevalcore (Bo).
La testa colossale di Mussolini (prima e dopo l’imbiancatura a calce) modellata con l’argilla dal giovane Ghermandi al campo Dux, opera che gli valse – raccontava lui – una borsa di studio del governo.
Primo a sinistra in alto, Quinto Ghermandi posa in una foto di gruppo in uniforme da avanguardista con fez nero e mostrine bianche.




Al centro della fila in basso, Ghermandi al campo degli avanguardisti con una testa del Duce da lui modellata.
Primo a sinistra, Quinto Ghermandi al campo Dux in assetto… goliardico.
Altro campo e altra testa di Mussolini plasmata con l’argilla, questa volta in concorrenza con un giovane camerata, anch’egli scultore.




Primo a sinistra, in uniforme da ufficiale degli avanguardisti alla metà degli anni ’30 a Bologna.
Ferito e ammaccato dopo un incontro di boxe tra camerati.
Quinto Ghermandi al campo in tenuta ginnica dell’ONB.
La foto del tesserino personale.


Nel 1940, Quinto Ghermandi partecitò come studente dell’Accademia di Belle Arti ai Littoriali dell’Arte, vincendo il secondo premo nella categoria bassorilievo. L’opera, intitolata “I giovani continuano la Rivoluzione”, fu poi acquistata dal segretario del PNF (Partito Nazionale Fascista) bolognese e donata alla Casa della GIL (Gioventù Italiana del Littorio). Nelle foto qui sopra e a sinistra, la notizia riportata da “La Stampa” del 2 maggio 1940 e da “L’Illustrazione Italiana” del 5 maggio dello stesso anno.



Bologna, 2 maggio 1940, il ministro dell’Educazione nazionale Giuseppe Bottai in visita ai Littoriali della Cultura e dell’Arte s’intrattiene con giovani artisti e architetti (tutti in uniforme fascista). Nella foto – rarissima, appartenente all’archivio storico dell’Università di Bologna e della quale riproduciamo qui recto e verso – sono visibili, da sinistra a destra: lo scultore Quinto Ghermandi (defilato), lo scultore Rito Valla (di spalle), l’architetto Gildo Scagliarini, l’architetto Luigi Vignali, Bottai e il suo segretario Massimo Dursi.
Stazione ferroviaria di Castel San Pietro Terme (Bo), 3 settembre 1935, Quinto Ghermandi, in uniforme da avanguardista, attende il treno per Roma insieme a tre amiche per recarsi al VII Campo Dux.