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Quinto Ghermandi scultore
Digital Archive
Quinto Ghermandi si considerava un professionista, non amava molto gli autodidatti ed era convinto che il talento da solo, senza una seria formazione scolastico-didattica, non bastasse a rendere pienamente capace un artista. Ragion per cui reputò sempre centrale nella propria vicenda di scultore il ruolo del Liceo Artistico e dell’Accademia di Belle Arti, dove prima svolse i propri studi e successivamente insegnò, restando per tutta la vita profondamente legato a tali istituzioni. Ghermandi fu docente all’Istituto d’Arte di Bologna, quindi al Liceo Artistico di Firenze e a quello del capoluogo emiliano, poi all’Accademia di Belle Arti di Firenze e infine a quella di Bologna, dove ricoprì, oltre all’incarico di titolare della cattedra di Scultura, anche quello di direttore
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Si ringraziano per il contributo apportato alla conoscenza storico-critica della vita e dell’opera di Quinto Ghermandi dopo la sua scomparsa la dottoressa Beatrice Buscaroli, il dottor Eddy Tovazzi, la galleria Open Art di Prato, la Fondazione Lercaro di Bologna e l’Accademia degli Indifferenti e Risoluti di Crevalcore (Bo).
Busto in alluminio a firma Quinto Ghermandi datato 1934 (“A. XII”, come si legge sull’opera, cioè “dodicesima era fascista”), quando l’artista aveva diciott’anni. Si tratta verosimilmente di un calco del saggio di figura modellata eseguito dal candidato Ghermandi quale prova per accedere all’Accademia di Belle Arti di Bologna. L’oggetto è stato ritrovato nel 2023 da un collezionista sul mercato del modernariato.



Al centro nella prima foto a sinistra, Quinto Ghermandi nel 1938 davanti all’Accademia di Belle Arti di Bologna, in via Belle Arti 54, insieme al pittore Brasa e altri colleghi studenti. Nelle altre due foto sopra, Ghermandi per Bologna con Brasa.



Fine anni ’30, Quinto Ghermandi, attore comico della sezione teatrale GUF (Gruppi Universitari Fascisti) di Bologna, si esibisce al Teatro del Corso – un tempo situato in via Santo Stefano, poi distrutto dai bombardamenti – interpretando una macchietta (foto a sinistra) e Adolf Hitler (foto a destra), quest’ultimo pezzo forte del suo repertorio.
Primo a destra nella foto, Quinto Ghermandi con la bombetta in testa insieme ad altri studenti dell’ultimo anno dell’Accademia di Belle Arti di Bologna (fine anni ’30).



Qui sopra, terzo da destra in basso, Ghermandi alla fine degli anni ’40 partecipa a una rimpatriata con altri ex studenti di scultura dell’Accademia di Belle Arti di Bologna. Foto a destra, Ghermandi nelle vesti di professore al Liceo Artistico di Firenze con alcuni allievi (anni ’60).
Quinto Ghermandi all’Accademia di Belle di Arti di Bologna nei primi anni ’80 insieme ad altri scultori – docenti dell’istituto – e al suo litografo Giuliano Zini. Da sinistra a destra: Graziano Pompili, Ghermandi, Zini, Nicola Zamboni (suo assistente), Guglielmo Vecchietti Masacci, Bruno Raspanti (suo ex allievo).